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incesto

Un incesto da brividi


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
09.11.2025    |    5.222    |    0 8.6
"“Zio, sto per…” non riuscì a finire la frase, il suo corpo che esplose in un’ondata di piacere..."
La pioggia amplifica il desiderio proibito tra
Angelo e la nipote Angelina, un incontro
intenso che supera ogni limite e trasforma
la loro relazione in un segreto appassionato
e rischioso.
La pioggia batteva incessante contro i vetri della villa di Angelo, creando una melodia ipnotica che sembrava
amplificare la tensione erotica che già saturava l’aria. Dentro, l’eleganza della casa regnava sovrana: pavimenti in
legno lucido, poltrone di pelle consumata dal tempo e un divano che sembrava invitare al peccato. Il profumo di
muschio e tabacco aleggiava nell’aria, un aroma che apparteneva solo a lui, Angelo, un uomo di sessant’anni con
un’aria ancora forte e decisa, nonostante gli anni. Seduto in una delle poltrone, osservava Angelina con occhi
carichi di desiderio. Lei, sua nipote di ventiquattro anni, era una visione che toglieva il fiato. Filippina dalla pelle
chiara, occhi marroni profondi e capelli castani raccolti in una coda di cavallo, indossava un abito aderente che
esaltava il suo corpo atletico, ogni curva perfettamente scolpita.
Angelina si mosse con passi sicuri attraverso la stanza, il tessuto del suo vestito che aderiva alle sue forme come
una seconda pelle. Si fermò davanti a lui, il suo sguardo che incrociò il suo con una promessa silenziosa. “Zio,”
sussurrò, la sua voce un mix di seduzione e provocazione. Quel semplice appellativo, pronunciato con quel tono,
fu sufficiente a far salire il sangue di Angelo a bollore. Senza dire una parola, la afferrò per i fianchi, attirandola a
sé con una forza che tradiva il suo desiderio represso. Le sue mani scivolarono sotto l’abito, esplorando la pelle
liscia e calda, mentre le sue labbra si posavano sulle sue in un bacio appassionato.
Angelina rispose con la stessa intensità, le sue mani che si aggrappavano alle sue spalle mentre il bacio si
approfondiva. Il sapore della sua bocca era dolce, quasi proibito, e Angelo si perse in quel momento,
dimenticando tutto tranne il corpo della donna tra le sue braccia. Con un movimento fluido, lei si liberò
dell’abito, lasciandolo cadere a terra come un inutile involucro. Il suo corpo era perfetto, ogni muscolo tonico e
ogni curva invitante. Angelo la osservò con occhi affamati, il suo desiderio che cresceva con ogni secondo che
passava.
Lei lo spinse indietro, guidandolo verso la camera da letto, dove un letto di seta nera li attendeva come un altare
per il loro peccato. Una volta lì, Angelina si mise in ginocchio davanti a lui, i suoi occhi marroni che lo guardavano
con una promessa di piacere. Senza esitare, prese il suo duro cazzo in mano, accarezzandolo lentamente prima di
portarlo alla sua bocca calda e avvolgente. Il suo pompino era profondo e sensuale, la sua lingua che giocava con

la punta mentre le sue labbra scivolavano su e giù lungo la sua lunghezza.
“Merda, Angelina,” gemette Angelo, le mani che si aggrappavano ai suoi capelli mentre il piacere lo travolgeva.
La sua bocca era calda e umida, il suo talento innegabile. Ma non voleva che finisse così. La fece alzare,
spingendola sul letto con un movimento deciso. Le divaricò le gambe, posizionandosi tra le sue cosce, il suo
cazzo che pulsava di desiderio. Con un solo movimento, penetrò la sua stretta figa, riempiendola
completamente.
“Sì, zio,” ansimò Angelina, le unghie che si conficcavano nelle lenzuola mentre lui iniziava a muoversi dentro di
lei. I loro corpi si muovevano all’unisono, il suono della pioggia che si fondeva con i loro gemiti. La sua figa era
stretta e calda, avvolgendolo come un guanto, e Angelo scopò con una forza che tradiva la sua età. Ogni spinta
era profonda, ogni movimento calcolato per portarla al limite.
Angelina si avvicinò all’orgasmo, il suo corpo che tremava sotto di lui. “Zio, sto per…” non riuscì a finire la frase,
il suo corpo che esplose in un’ondata di piacere. Squirtando, inondò il letto con il suo liquido, il suo grido di
godimento che riempiva la stanza. Ma Angelo non si fermò. La girò, mettendola a quattro zampe, e senza esitare,
le infilò il cazzo nel suo stretto culo.
“Ah, zio, il mio culo…” urlò Angelina, il dolore e il piacere che si fondevano in un’estasi proibita. La penetrazione
era violenta, ogni spinta che la faceva gemere e chiedere di più. Il suo culo era stretto, ma Angelo non si fermò,
inculandola con una forza che la fece urlare di piacere. I loro corpi erano sudati, i loro gemiti che si mescolavano
in un concerto di lussuria.
Continuarono a scoparsi senza sosta, i loro corpi affamati di più. Angelina si aggrappò alle lenzuola, il suo corpo
che tremava sotto i suoi colpi. “Zio, non fermarti…” sussurrò, la voce rotta dal piacere. E lui non lo fece. Con un
ultimo sforzo, esplose dentro di lei, riempiendola con il suo caldo sperma. Il suo grido di godimento si mescolò al
suo, mentre Angelina raggiunse un altro orgasmo, il suo corpo che si scuoteva tra le sue braccia.
Esausti, si abbracciarono, i loro corpi ancora tremante dal piacere. La pioggia continuava a cadere fuori, il suo
rumore che ora sembrava lontanissimo. Il loro segreto incestuoso era al sicuro tra le mura della villa, protetto da
quel mondo esterno che non avrebbe mai capito. Angelina posò la testa sul petto di Angelo, ascoltando il
battito del suo cuore, mentre lui accarezzava i suoi capelli, il suo respiro che lentamente tornava alla normalità.
“Sei incredibile,” sussurrò lui, la voce ancora roca dal piacere. Angelina sorrise, sollevando lo sguardo per
incontrare il suo. “Anche tu, zio,” rispose, la sua voce carica di soddisfazione. In quel momento, non c’era nulla
di più perfetto. Erano due anime perdute, unite da un desiderio proibito, e in quel letto di seta nera, avevano
trovato un attimo di paradiso.
La pioggia continuava a cadere, ma dentro quella villa, il mondo era fermo, sospeso in un attimo di piacere e
trasgressione. Il loro segreto era al sicuro, protetto da quelle mura antiche e da un amore che, per quanto
sbagliato, era reale. E mentre il silenzio tornava a regnare, Angelina e Angelo si addormentarono, i loro corpi
intrecciati, pronti ad affrontare un nuovo giorno, con la consapevolezza che il loro legame era più forte che mai.
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